“SCONFINAMENTI”: L’incontro nazionale di economia solidale a Trieste (INES 2015)

Author: redazione / Date: Dom, 19/04/2015 - 11:03 / Tags:

Dal 19 al 21 giugno 2015 al Parco di San Giovanni di Trieste
Quest’anno la RES – rete italiana dell’economia solidale ha deciso di organizzare il proprio incontro nazionale a Trieste, avvalendosi della collaborazione del Forum per i beni comuni e l’economia solidale del Friuli Venezia Giulia, di Bioest e del  Ce.V.I. – centro di volontariato internazionale.

L’incontro nazionale – INES 2015 ha lo scopo di far incontrare il mondo delle buone pratiche: Gas, imprese etiche, commercio equo e solidale, reti e distretti di economia solidale, Comuni virtuosi, semplici cittadini, per scambiare esperienze, definire progetti, cambiare il nostro modo di stare insieme e di fare economia nel rispetto dell’ambiente e dell’equità sociale.
Il programma  che abbiamo messo a punto presenta numerose novità, sia perché riteniamo conclusa la fase “pioneristica” di diffusione sul territorio nazionale delle buone pratiche, sia perché la crisi ormai endemica del sistema di mercato impone al mondo dell’economia solidale di rendersi visibile come sistema in grado di offrire risposte concrete ai problemi della disoccupazione, della crescente povertà, della privatizzazione dei beni comuni: salute, scuola, servizi pubblici e quant’altro ancora.
Mentre INES 2014 aveva come motto “IL COLPO D’ALI”, ossia l’invito ad acquisire una maggiore capacità di guardare lontano, l’edizione di giugno prossimo propone “SCONFINAMENTI”, ovvero la volontà, la capacità di abbattere i recinti, esterni ed interni, materiali e psicologici che ci impediscono di fare altra economia, basata su comunità in grado di realizzare la propria sussitenza.
Riusciremo a “sconfinare” se tutte le persone interessate: cittadini, produttori, consumatori, attivisti dell’economia solidale sapranno essere protagonisti attivi di questo evento, considerandolo una tappa e non poco di più di un semplice momento di evasione dalla loro quotidianità.
L’incontro nazionale, aperto a tutti, che inizia venerdì 19 giugno,  Il fittissimo programma di INES può essere così riassunto:

  • una “lectio magistralis” di Euclides Mance, filosofo brasiliano ed esponente di punta dei movimenti che in America del Sud si ispirano ai principi del “buen vivir” e di “pacha mama”;
  • ci saranno aree espositive dove si incontreranno e fra loro discuteranno produttori, consumatori e altre buone pratiche che cercano insieme di costruire distretti e filiere di economia solidale;
  • una serie di seminari (colloqui INES) nei quali si affrontano le diverse tematiche dell’economia solidale;
  • una tavola rotonda “sconfinamenti” dedicata alla presentazione di esperienze internazionali di economia solidale.

Nei dopocena di venerdì e sabato saranno organizzati degli eventi teatrali e musicali coerenti con lo spirito dell’incontro, ci sarà anche la possibilità di ristorarsi con cibi, realizzati dalla cooperativa La Collina, vegan/vegetariana, presso il locale ristorante “Il posto delle fragole”.

INES sarà preceduto da una scuola, dal 17 al 19 giugno 2015, - “I DIALOGHI DI S. GIOVANNI” - che risponde a tre necessità:

  • ridurre la forbice fra teoria e prassi, che da troppo tempo limita chi “osserva” la crisi dell’attuale paradigma socioeconomico dai due rispettivi versanti, senza mai congiungersi sulla cresta della montagna di un’altra economia, di un’altra società ecosolidale;
  • ricercare una convergenza esplicita fra scenari di cambiamento, che oggi dividono (senza un vero ed esplicito confronto)  il mondo delle buone pratiche di altra economia;
  • mettere a punto una comune cassetta degli attrezzi, ossia i concetti necessari a costruire economia e società solidali.

Per queste ragioni i dialoghi di S. Giovanni (la sede dell’incontro, ex O.P. di basagliana memoria) sono rivolti anzitutto ai promotori dell’economia solidale, coloro cioè che quotidianamente sono impegnati sui vari territori per diffondere le buone pratiche e per metterle in rete, per modificare l’immaginario dei concittadini sempre più ridotti a consumatori passivi.

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