Dal volontariato all'impegno costante, dalla delega alla rete

Author: Redattore / Date: Ven, 22/09/2017 - 14:50 / Tags:

Abitare Gea è una realtà dell'economia solidale attiva in particolare sui temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ha fornito negli ultimi due anni supporto gratuito alla Rete di economia solidale sopprattutto sulla comunicazione. Pubblichiamo questo suo contributo alla riflessione sul futuro dell'economia solidale.

"Siamo attivi da oltre due anni sui temi dell'economia solidale e ormai conosciamo in modo approfondito punti di forza e debolezza di questo mondo.

Uno dei punti di debolezza che vediamo è l'affidarsi principalmente al volontariato. Questo rende difficile una maturazione della Rete delle realtà di economia solidale. Rende impossibile costruire una rete solida e incidere sulla realtà che ci circonda. E guardando quello che accade tutti i giorni intorno a noi, sia in Italia che nel mondo, non c'è un minuto da perdere. Per questo Abitare Gea propone di avviare una nuova fase dove sia dato il giusto spazio alla conoscenza, all'esperienza, e che queste possano operare in modo professionale e costante. Per questo serve creare strutture dove ci siano lavoratori retribuiti.

Siamo consapevoli che si tratterebbe di un grande passaggio. Ma di fronte all'inquinamento, alla precarizzazione del lavoro, al diffondersi delle guerre, non c'è tempo da perdere. La società, il mondo, perde pezzi, si sfilaccia, interi popoli vengono abbandonati al loro destino. Servono persone che si dedichino con costanza a creare un mondo più inclusivo.

Questo passaggio solleva molti dubbi legittimi. Per questo crediamo sia importante che sia accompagnato da un forte impegno alla trasparenza e alla responsabilità, quello che con un termine inglese viene definito accountability: cioè il render conto da parte di chi amministra denaro pubblico e/o riveste un ruolo pubblico.

Queste strutture, dotate di personale retribuito e di un budget, lavorerebbero su progetti di economia civile e a sostegno delle iniziative dei territori. Come già tante altre associazioni fanno.

Per riuscire a realizzare questo obiettivo però serve una condizione di partenza: rinunciare alle strutture basate sulla delega. Ora il mondo dell'economia solidale sta pericolosamente percorrendo questa strada, che la porta sempre più ad assumere le forme di un partito.

Ma cosa c'entra la forma partito con l'economia solidale?

Già Co-energia, che riunisce molti Gas e Des, ha scelto una organizzazione rigidamente basata sulla delega, per cui ogni decisione passa attraverso i delegati dei Gas. Anche la Rete di Economia Solidale ha intrappreso questa strada, andando verso la creazione di coordinamenti territoriali basati sul principio della delega.

Questo a nostro parere snatura completamente l'economia solidale, che di per sè funziona come una rete diffusa, e sulla quale viene calata questa griglia di delegati. E i delegati come li eleggiamo, tesserando chi partecipa a un Gas?!

L'economia solidale è sempre nata in modo spontaneo e diffuso, grazie alla capacità di creare collaborazioni e connessioni molteplici, dove alto e basso, centro e periferia, si confondono.

Anche le strutture economiche, con personale retribuito, che Abitare Gea immagina non sono un vertice eletto dai delegati. Sono invece strutture che nascono anch'esse in modo diffuso e che si legittimano grazie alla loro capacità di fornire un supporto concreto ai territori e di elaborazione di progetti validi, e non dal voto dei delegati.

Vi ringraziamo per l'attenzione e speriamo di poter aprire una riflessione civile e sincera sul futuro dell'economia solidale."

(l'immagine è tratta da Rural Hub)

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