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redazione , 24/05/2016

L’economia sociale solidale è basata innanzitutto sulla valorizzazione delle relazioni tra i soggetti, un’equa ripartizione delle risorse, il rispetto e la tutela dell’ambiente, il perseguimento di finalità sociali.

Di fronte alla crisi finanziaria, economica, sociale, ecologica e di democrazia che stiamo vivendo la green economy non basta, né le sostenibilità economica e ambientale possono rappresentare, da sole, fattori e veicoli di trasformazione. L’economia sociale solidale è un’economia diversa, capace di creare posti di lavoro, garantire diritti, accrescere la consapevolezza individuale e collettiva sui processi economici e sociali in atto, pensare a una comunità fatta di cittadini e persone e non di consumatori, clienti e produttori. Se vuole sostenere queste esperienze senza ripetere errori e incertezze del passato, la politica – soprattutto a livello territoriale e comunale – deve cambiare il proprio approccio e muoversi dal punto di vista programmatico.
L'articolo di Riccardo Troisi e Monica Di Sisto, scritto per il dossier "Sbilanciamo le città", indica diversi spunti per ripensare, partendo dalle pratiche, nuovi modelli di sviluppo locale orientati all’economia sociale solidale.

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