Food Coop: un altro supermercato è possibile

Author: redazione / Date: Dom, 10/09/2017 - 10:46 / Tags:

Nel cuore di Brooklyn, c'è una New York che non insegue il sogno americano, odia l'impero di Trump, crede al pericolo del cambiamento climatico, agisce ogni giorno concretamente per dimostrare che essere anarchici non è un sogno da utopisti ma la soluzione per il futuro della nostra specie.

Una soluzione anche e soprattutto economica: 60 milioni di dollari all'anno di fatturato, una manciata di ore di lavoro mensili chieste a ogni socio, una qualità dei prodotti a prezzi impensabili per la Grande Mela, e un obiettivo, diventare grandi col non profit, boicottando con un carrello della spesa la corsa al capitalismo di cui chiunque, dopo il 2008, ha capito il lato oscuro.
Fondato nel 1973 da un gruppo di idealisti che condividevano il disprezzo per la guerra in Vietnam e molte battaglie per i diritti civili fondamentali, americano quanto Wall Street - ma sicuramente più efficiente - il supermercato cooperativo Park Slope è un piccolo universo sostenibile in sviluppo, complesso e frenetico, che rivela un lato meno conosciuto della metropoli più veloce del pianeta, un invito continuo a disobbedire alle logiche dell'agricoltura intensiva e di uno sfruttamento delle risorse in ragione di un benessere collettivo che è il vero motore di questa piccola, decisiva rivoluzione.
Il regista Tom Booth, americano ma residente a Parigi, per cinque anni ha studiato il funzionamento della Slope, intervistando soci pioneri e nuovi affiliati, cercando di mostrare, anche tecnicamente, le complessità di un'avventura, nata come semplice esperimento sull'onda emotiva dell'utopismo spensierato hippie, ma che, a tutt'oggi, rappresenta l'unico modello alternativo davvero efficiente nel campo della grande distribuzione yankee. Ma Food Coop è anche un documentario divertente che affianca alle voci dei suoi protagonisti le immagini di un universo che, scena dopo scena, appare sempre più parallelo, un luogo a milioni di chilometri di distanza dalla mentalità comune, che sembra destinato a espandersi senza paura di un eventuale nuovo Big Bang nella galassia finanziaria in cui è immerso.
Tornato in Francia, folgorato da ciò che aveva visto possibile succedere, Tom ha sviluppato il progetto La Louve: un supermercato cooperativo organizzato sugli stessi principi del Park Slope.
L'uscita del film in Francia (più di venticinquemila biglietti venduti) ha ispirato più di trenta cooperative a replicare il modello.
E in Italia? Il film sarà distribuito dal basso, usando la nuova piattaforma di Theatre on Demand Movieday che permette ai film di arrivare in sala in modo completamente innovativo. La compainer agency Gli Azionisti, dopo il riscontro ottenuto con “Figli della Libertà” e “Unlearning”, vorrebbe promuovere il progetto lavorando per creare una community critica che lo sostenga, una rete di operatori culturali, sognatori, semplici cittadini che, al lancio del film nelle sale, a novembre 2017, si impegni a diffondere il messaggio. Ma non solo: ogni proiezione sarà presentata da una cooperativa, un Gas, o semplicemente un gruppo di amici, che raccoglierà le adesioni di chi, come loro, si sente pronto a portare un pezzo di Park Slope nelle proprie città.
Una pessima notizia per la grande distribuzione.

Per informazioni e per organizzare una proiezione scrivete a cinema(chiocciola)gliazionisti.com
In allegato la cartolina di presentazione.

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